
:::voisietequi
eccomi qui, praticamente a cavacecio dell'odiato fernando rossi, mentre il partito democratico si scorge appena all'orizzonte (essendo, a causa della curvatura delle mie opinioni politiche, per me impossibile avvistare quei quattro cerchietti azzurrini a destra dello schema, dalle parti di p2 e vaticano).
che fare? votare sinistra arcobaleno che, in un sistema parlamentare come il nostro, grosso modo rappresenta le mie idee, recando però - nel piccolo del mio voto - un vantaggio allo schieramento di berlusconi e, quel che è peggio, scontentando gli amici ex-girotondini ma attualmente allineati e coperti dietro il cilicio della binetti, o piegarmi invece al pragmatismo politico, riservandomi fino all'ultimo la scelta tra pisicchio e latorre (pisicchio e latorre, good grief!)?

questo blog - pur se con scetticismo crescente- aderisce anche quest'anno alla campagna "M'illumino di meno" sostenuta da Caterpillar;
buoni propositi: illuminare il giardino con faretti a Led e studiare il modo di produrre energia elettrica impiegando i costosissimi ( e fottibilissimi) pannelli fotovoltaici senza dover ipotecare la casa.

suite per rocco: anche seduta accanto al barattolo di nivea più grande e loquace del mondo, capita di commuoversi fino alle lacrime ascoltando la lettura di poesie di rocco scotellaro sulla musica di antonio dambrosio per orchestra jazz. poi capita anche di chiedersi se i figli dei padri ridotti in catene sono qui, tra questi volti assorti e cotti dal sole della vacanza, o invece pochi metri più in là, ad applaudire all'ennesima squinzia del grande fratello che ciancica quattro parole in croce ma con le mutande ben in vista.
Ti rubarono a noi come una spiga
Vide la morte con gli occhi e disse:
Non mi lasciate morire
con la testa sull'argine
della rotabile bianca.
Non passano che corriere
veloci e traini lenti
ed autocarri pieni di carbone.
Non mi lasciate con la testa
sull'argine recisa da una falce.
Non lasciatemi la notte
con una coperta sugli occhi
tra due carabinieri
che montano di guardia.
Non so chi m'ha ucciso
portatemi a casa,
i contadini come me
si ritirano in fila nelle squadre
portatemi sul letto
dov'è morta mia madre.
O mettetevi qui attorno a ballare
e succhiate una goccia del mio sangue
di me vi farà dimenticare.
Lungo è aspettare l'aurora e la legge
domani anche il gregge
fuggirà questo pascolo bagnato.
E la mia testa la vedrete, un sasso
rotolare nelle notti
per la cinta delle macchie.
Così la morte ci fa nemici!
Così una falce taglia netto!
(Che male vi ho fatto?)
Ci faremo scambievole paura.
Nel tempo che il grano matura
al ronzare di questi rami
avremmo cantato, amici, insieme.
E il vecchio mio padre
non si taglierà le vene
a mietere da solo
i campi di avena?

diverso tempo fa avevo scritto su questo blog che secondo una mia cugina residente negli stati uniti, uno dei sistemi là consentiti di espressione del voto era fissare su un albero la scheda lasciando che il picchio del giardino la punzonasse grosso modo nell'apposito spazio, forse la notizia che tale jane balogh ha iscritto il simpatico duncan nelle liste elettorali del suo paese e che duncan ha effettivamente espresso il voto via posta farà ricredere chi all'epoca non mi aveva presa molto sul serio.
nessuna facile battuta sulla maggiore consapevolezza del cane rispetto a quella di tanti elettori di uglytown che di recente hanno riconfermato la propria fiducia alla solita banda di "prescritti" però quando finalmente avrò un cane penso proprio che seguirò l'esempio della signora balogh.
