LA BUBA E GLI ALTRI

   




 

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venerdì, luglio 30, 2004
 

Jon Henley sul Guardian di oggi riflette sul numero crescente di episodi
di antisemitismo in Francia e formula un'ipotesi assai inquietante:


A horrifying hypothesis :::

...seems to me that the real racial and religious problem in France, the real time-bomb quietly ticking away at the heart of 21st century French society, is not anti-semitism, but France's absolute failure, over the past 50-odd years, to properly integrate its Muslim community (estimated, and only estimated, at 5-6 million strong).

France has created a genuine racial underclass, disadvantaged and discriminated against daily in terms of housing, education and employment, living in those decaying, crime-ridden, immigrant-filled, out-of-town sink estates in which France has sadly come to specialise. And until France understands this, it will not able to address what lies behind its intensifying climate of anti-semitism. continua











postato da laBuba | 14:57 | commenti (16)


giovedì, luglio 29, 2004
 

LA COSTITUZIONE AL MERCATO



G. Sartori sul Corriere della sera
...L’altro giorno origliavo da una serratura della presidenza del Consiglio a Palazzo Chigi, e ho captato queste frasi: i costituzionalisti? Chi sono? Cosa vogliono? Perché «rompono»? No - correggo - questi brani di conversazione non li ho veramente sentiti. Ma un sesto senso mi assicura che quel dire è autentico, che questo è davvero il sentire del Palazzo. Perché il Palazzo non vuole consigli e non vuole estranei (gli esperti) tra i piedi. Non è che Berlusconi, Bossi (o l’odontoiatra che ora lo sostituisce, il neoministro delle Riforme Calderoli) si intendano di Costituzioni: non ne sanno proprio niente.
Berlusconi non ha mai spiegato al Paese perché il federalismo bossiano vada bene, non ha mai risposto a nessuna critica. Dice soltanto: si deve fare perché l’ho promesso. Che gentiluomo! Troppo gentiluomo. In verità, agli elettori Berlusconi ha solo promesso una riforma federalista più avanzata. Ma gli elettori non conoscevano il testo federalista prodotto due anni dopo dai cosiddetti «saggi di Lorenzago». E dunque quel testo non costituisce un impegno elettorale.
La prosaica realtà, allora, è che per la trinità Berlusconi-Bossi-Fini la riforma dello Stato si risolve in un mercato delle vacche: una vacca a te in cambio di una vacca a me, e poi vacchine un po’ a tutti (una anche a Bruxelles) per comprarli e tenerli contenti. A Berlusconi della devolution non importa nulla. Bossi gli chiede questa vacca, e lui gliela dà. In cambio ottiene due vacche per sé: l’intoccabilità in questa legislatura e, meglio ancora, la grossissima vacca del «premierato assoluto» (uno strapotere che i soliti rompiscatole, i costituzionalisti, condannano non meno della devolution) per le legislature che verranno. E questo è il quadro di insieme nel quale inquadrare da un lato lo «strappo» di Follini e, dall’altro, lo spregiudicato «manovrismo» di Fini.
Secondo me, Fini manovra e basta. Prima produce con Bossi una legge restrittiva sull’immigrazione, e poi ne rimangia lo spirito proponendo una cittadinanza facile. Prima si fa sostenere da Follini nell’assalto a Tremonti, e poi isola l’Udc per tornare a fare il berlusconiano di ferro. Da An ci dovremmo aspettare una difesa dello Stato unitario, e invece ora Fini preme su Follini perché voti la devolution. E la vacca? Fini ne intravede due: o la eventuale successione a Berlusconi, o l’ascesa al Quirinale. Quanto a Follini, per lui (è il solo) non ci sono vacche in vista. Lui rischia per difendere buone cause. Speriamo che gli elettori se ne ricordino anche se finirà sconfitto.
Ero partito per dire che una Costituzione che ignora i costituzionalisti può soltanto riuscire male. Poi il discorso sulle vacche mi ha un po’ preso la mano. Ma il nesso c’è; e al buon lettore non dovrebbe sfuggire.

come dirlo meglio?



















postato da laBuba | 08:34 | commenti (22)


martedì, luglio 27, 2004
 

UNA SOLENNE MINCHIATA

Qualche notte fa non riuscivo ad addormentarmi, con gli occhi sbarrati spostavo di 30 minuti in 30 minuti il timer dello stereo, passando da un canale all’altro, erano ormai le tre e nessuno dei libri in camera da letto mi sembrava adatto alla bisogna: romanzi scritti da donne, saggi di economia, di storia antica, di storia contemporanea, di storia della musica, un manuale di chimica, alcuni albi dei Peanuts, un mattone di Luisa Muraro che litiga con tutti i volumi circostanti, le biografia di Bill Evans, di Nicolas De Stael, di Rosalynd Franklin e quella di Giulio Cesare di Canfora.
Niente da fare, libri interessanti ma non sufficientemente avvincenti, cioè adatti a spezzare quel loop di rimuginazione e irritazione montante che caratterizza l’insonnia; per queste occasioni, volendo evitare di accendere il pc e svegliarmi irrimediabilmente, tengo da parte nella libreria accanto al caminetto, che mi sembra la collocazione più adatta, alcuni polizieschi non ancora letti; a tentoni sono salita in soggiorno e ho scelto "La presa di Macallé" di Camilleri; mi piacciono i libri di Camilleri, specie quelli che hanno come protagonista il commissario Montalbano e poi apprezzo molto la nettezza con cui si è schierato contro B. e il suo governo e così, con trepidazione mi sono risistemata nel lettone, proprio sotto il ritratto sorridente di Ippncimt, tra la Buba e Paddington, pregustando finalmente un po’ di tranquillità.
Dopo poche pagine, però, avevo già colto come un odore di frutta marcia, e non ho dovuto leggere ancora molto per ritrovarmi nel bel mezzo di una storia sordida, raccontata con mal dissimulato compiacimento, il cui protagonista è, purtroppo, un bambino di sei anni, Michilino; descritto come un angioletto pisellone, il bambino viene adescato e violentato, uccide un compagno di scuola e dopo una serie di improbabili avventurose cazzate muore fra le fiamme.
L’ambientazione è quella della Vigata fascista del 1935, nel periodo della guerra d’Abissinia, non mancano il comunista perseguitato, il prete sporcaccione e il maestro di ginnastica coglione, questi elementi consentono agli estimatori incondizionati dell’autore di salvare comunque il libro che invece, secondo me, non avrebbe dovuto nemmeno essere pubblicato.

QUI i commenti sconcertati dei lettori sul Camilleri Fans Club

ECPAT End Child Prostitution, Pornography and Trafficking

Crimini di Guerra
La campagna d'Etiopia

Paddington bear official site

The Endurance Expedition

Per ogni evenienza ho portato in camera SOUTH il resoconto di E. Shackleton della spedizione ENDURANCE in Antartide con molte bellissime foto di F. Hurley.






postato da laBuba | 23:10 | commenti (11)


venerdì, luglio 23, 2004
 

Il Castello di Belgrado

La tappa di oggi è stata probabilmente la più noiosa di quest'edizione del Tour, salvo lo sconcertante episodio che ha visto la maglia gialla Lance Armstrong intimare a Simeoni di lasciare il gruppetto dei corridori in fuga e di rientrare nei ranghi (pare che alcuni corridori "volenterosi" abbiano a loro volta coperto di contumelie il malcapitato Filippo);
meglio allora, nel mio studio arroventato, ascoltare la radio, a Fahrenheit c'è il caro Bruno Ventavoli a presentare il libro del giorno, da lu tradotto dall'ungherese: "L'ultima FinestraGiraffa" di Péter Zilahi, ed. Alet, che parrebbe piuttosto interessante, sempre che si riesca a trovarlo; Ventavoli è uno di quei parloni che, se non stanno attenti, tendono a dire in radio più cose di quante abbiano avuto il tempo di pensare, e oggi ne ha detta una carina, a proposito di Belgrado, che essendo stata costruita alla confluenza tra Danubio e Sava vista dall'alto assomiglierebbe, secondo le parole di Zilahi, a un sesso femminile, e al suo Castello che sorgerebbe un po' come un clitoride "quella strana cosa che noi maschi non riusciamo mai a trovare". (chissà a quante sarà capitato di sentirlo dire.......)

Fahrenheit , il libro del giorno :::






postato da laBuba | 23:08 | commenti (27)


giovedì, luglio 22, 2004
 

MURI DI CUI NON SI PARLA E CHE NESSUNO CONDANNA

informazionecorretta.com  :::

postato da laBuba | 09:56 | commenti (14)


martedì, luglio 20, 2004
 

Sudan: New Darfur Documents

Ties Between Government and
Janjaweed Militias Confirmed

New York, July 20, 2004 – Sudan government documents incontrovertibly show that government officials directed recruitment, arming and other support to the ethnic militias known as the Janjaweed, Human Rights Watch said today. The government of Sudan has consistently denied recruiting and arming the Janjaweed militias, including during the recent visits of U.S. Secretary of State Colin Powell and UN Secretary General Kofi Annan.
Human Rights Watch said it had obtained confidential documents from the civilian administration in Darfur that implicate high-ranking government officials in a policy of militia support.

“It’s absurd to distinguish between the Sudanese government forces and the militias—they are one,” said Peter Takirambudde, executive director of Human Rights Watch’s Africa Division. “These documents show that militia activity has not just been condoned, it’s been specifically supported by Sudan government officials.”

Human Rights Watch said that Sudanese government forces and government-backed militias are responsible for crimes against humanity, war crimes and “ethnic cleansing” involving aerial and ground attacks on civilians of the same ethnicity as members of two rebel groups in Darfur. Thousands of civilians have been killed, hundreds of women and girls have been raped and more than one million people have been forcibly displaced from their homes and farms in Darfur.
continua su Human Rights Watch










postato da laBuba | 14:57 | commenti (11)