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mercoledì, novembre 30, 2005
Relazione dell'Agenzia Europea dell'ambiente

I quattro anni più caldi sono stati il 1998, il 2002, il 2003 e il 2004. Nella sola estate del 2003 è scomparso il dieci percento dei ghiacciai alpini. Al ritmo attuale, tre quarti dei ghiacciai svizzeri si scioglieranno entro il 2050. L'Europa non assiste a cambiamenti climatici di questa portata da 5 000 anni (...), la temperatura media dell'Europa è aumentata di 0,95 °C durante il XX secolo, aumento superiore del 35 % a quello medio globale di 0,7 gradi, e le temperature continueranno ad aumentare. L'Unione europea lo ha riconosciuto e si è prefissata l'obiettivo di limitare l'aumento globale della temperatura a 2 gradi oltre i livelli preindustriali.
'Non intervenendo in maniera efficace per alcuni decenni, a causa del riscaldamento globale le distese di ghiacci a nord si scioglieranno e da sud si accentuerà il fenomeno della desertificazione. La popolazione del continente potrebbe concentrarsi interamente nelle regioni centrali. Anche limitando l'aumento del riscaldamento globale all'obiettivo di 2 gradi stabilito dall'Unione europea, vivremo in condizioni atmosferiche assolutamente nuove per gli esseri umani. Occorre ridurre le emissioni in maniera più decisa', afferma Jacqueline McGlade, direttore esecutivo dell'Agenzia europea dell'ambiente.
Secondo la relazione, le precedenti normative comunitarie hanno funzionato. Abbiamo risanato acqua e aria, eliminato gradualmente alcune sostanze che impoveriscono lo strato di ozono e raddoppiato i tassi di riciclaggio dei rifiuti. Disponiamo inoltre di veicoli che inquinano meno; senza i miglioramenti sostanziali apportati dalle marmitte catalitiche negli ultimi vent'anni, alcune emissioni sarebbero superiori di dieci volte agli attuali livelli. Nondimeno, ci sono voluti dieci se non addirittura vent'anni per vedere i risultati di questi interventi, aggiunge la relazione.
Ora questi esempi di successi ambientali sono superati dai cambiamenti nei modelli individuali di consumo. Gli europei vivono più a lungo, ed è aumentato il numero delle persone che vivono sole, circostanza che esercita maggiori pressioni sullo spazio di vita. Tra il 1990 e il 2000, più di 800 000 ettari di terreno in Europa sono stati edificati, un'area che corrisponde al triplo della superficie del Lussemburgo. Ove tale tendenza dovesse confermarsi, la nostra area urbana raddoppierà in poco più di un secolo e, per salvaguardare le nostre risorse naturali, indica la relazione, è essenziale gestire lo sviluppo disordinato dell'urbanizzazione.
Spostandoci più lontano e più spesso, stiamo consumando le risorse naturali del pianeta ad una percentuale doppia rispetto alla media del mondo. Il trasporto è il fattore in più rapido sviluppo tra quelli che contribuiscono alle emissioni di gas a effetto serra e questa sarà la tendenza per il futuro prevedibile. Secondo le stime, il trasporto aereo, per esempio, dovrebbe raddoppiare da oggi al 2030. Di conseguenza, lasciamo un'impronta chiara al di fuori dell'Europa impoverendo le risorse naturali e danneggiando l'ambiente del mondo. (...)
EEA
martedì, novembre 29, 2005

::: repubblica.it, A. Bolzoni, I traffici telefonici del presidente Totò Cuffaro
venerdì, novembre 25, 2005
mercoledì, novembre 23, 2005
METTI A LORUSSO
Esce in questi giorni per Mondadori (toh, la casa editrice del presidente chansonnier) "Il prezzo della democrazia", un saggio dei senatori DS Villone e Salvi, non so se comperarlo, l'argomento è dei più interessanti, tra l'altro sarei curiosa di vedere se e come tratta un episodio minore di qualche anno fa, l'accusa al Ministro pro tempore di Grazia e Giustizia di essersi affrettato ad assumere al ministero la propria cognata; ma così Francesco Verderami sul Corriere: è sui potentati locali che il libro accende soprattutto i riflettori, dopo aver raccontato come 81 partiti si dividono oggi 196 milioni l' anno di euro per rimborsi elettorali, grazie a leggine varate «di notte». Sono spiccioli, se la cifra viene paragonata ai costi del «federalismo all' italiana». Le Regioni negli ultimi anni hanno aperto miniambasciate in tutto il mondo. A Bruxelles i governatori dispongono di cento «diplomatici», uno staff più numeroso di quello del governo nazionale; il Friuli-Venezia Giulia possiede un palazzo costato due milioni e mezzo di euro; la Sicilia ne spende uno al mese per undici funzionari e l' affitto di un appartamento; la Lombardia ha sede di rappresentanza anche all' Avana.
E mentre i bilanci dell' Amministrazione centrale si comprimono, le Regioni moltiplicano consiglieri, incarichi e indennità: «In cifra assoluta la retribuzione più elevata è in Sicilia, ma la Campania ha previsto un incremento che entro il 2007 raggiungerà il 31,5%». Nel frattempo è stato calcolato che un consigliere regionale a Napoli guadagna in media duemila euro al mese in più dei sedicimila che percepisce un parlamentare a Roma. Come non bastasse «sono state introdotte le retribuzioni per i rappresentanti di comuni, province, comunità montane, circoscrizioni e consigli di quartiere», che «di fatto n on rispondono più a nessuno». Ma il dato più impressionante emerge da una tabella, dove si spiega che a fronte di circa centocinquantamila eletti ci sono quasi trecentomila persone che hanno «incarichi e consulenze», e costano allo Stato poco meno di un miliardo di euro l' anno: la metà delle spese complessive per la politica. È l' inizio di un viaggio che conduce in un mondo «grigio», dove si è creata «una rete di relazioni e condizionamenti reciproci» tra amministratori e società civile, e dove gli autori scorgono altre prove a sostegno della loro tesi: «La nuova questione morale esiste», perché ormai esiste «una forma di corruzione legalizzata». Sulle consulenze «la Ragioneria generale dello Stato cerca disperatamente di conoscere i dati esatti» ma «c' è un enorme problema di trasparenza».

Salvi e Villone si chiedono retoricamente se servano davvero questi supporti alle amministrazioni, e tra i tanti esempi evidenziano il caso di Bari, dove il sindaco Michele Emiliano «ha affidato - a Roberto Lorusso - una consulenza di centomila euro "per la progettazione e l' implementazione di nuovi modelli di lavoro nella giunta municipale, nell' ottica della condivisione e della pianificazione strategica degli interventi degli amministratori"». Non si capisce cosa debba fare il consulente, l' unica cosa certa è che si tratta di «un membro dello staff del sindaco durante la campagna elettorale».
mentre scrivevo ho deciso, meglio leggere "Mediterraneo del Nord", di Nicola Rossi (Laterza, 2005).
martedì, novembre 22, 2005

PE
::: PETA TV
lunedì, novembre 21, 2005
CHIEDIAMO A RUINI
l'idea me l'ha data Luciana Littizzetto ieri sera da Fazio, se abbiamo dei dubbi che ci tormentano e la notte non riusciamo a dormire, o anche solo per un consiglio paterno, perché non approfittare della onniscienza del cardinale Ruini? (su cui, non è escluso, aleggia lo spirito santo che è pur sempre una garanzia).
Gli ho chiesto se per le mie piante di limoni in vaso sia più indicato il concime liquido o quello a lenta cessione, sono certa che nella sua infinità bontà mi risponderà presto.
abbandoniamo le nostre incertezze, scriviamogli in tanti, facciamogli sentire la nostra riconoscenza:
SegreteriaCardinalRuini@VicariatusUrbis.org
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