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martedì, febbraio 28, 2006
 

«speriamo che non la trovino l'arma»

 

Chiloumetri e chiloumetri di strade allagate e dissestate: il percorso adatto per andare a vedere La Terra, il film che Rubini ha girato nella sua regione d'origine e dalla quale - comprensibilmente - è scappato quasi trent'anni fa;
nei giorni scorsi, come nei riti della settimana santa, accompagnati da un Solfrizzi estatico, produttore, regista e Bentivoglio hanno fatto, con quel sorriso mesto che distingue gli interisti, il giro dei sepolcri per promuovere il film in Puglia, dice Rubini: "E' un film che parla di come la proprietà ci divide dagli affetti e di come dovremmo smettere di considerare le cose il primo valore. Mi piaceva l'idea di questi fratelli uniti dal fatto di possedere una cosa in comune, ma che arrivano ad incontrarsi veramente soltanto quando questa cosa non c'è più. Gli effetti devastanti della proprietà sono noti a tutti ed è doloroso quando in famiglia arriva il momento di dividersi le cose. Sbarazzarsene allora diventa l'unico modo per ritrovare l'armonia con i propri affetti ".  La terra è anche un "giallo" e strizza l'occhio a Delitto e castigo di Dostoevskij ( !!! ). 
Per la verità come thriller è piuttosto ingenuo, persino Frescobaldo - il più candido dei miei orsetti - capirebbe subito chi è il colpevole, il vero mistero riguarda piuttosto l'ingualcibilità del completo marron indossato per tutto il film dal protagonista. 
"C'è un clima di tensione crescente, un delitto e un personaggio, Luigi, che deve risolvere un enigma. Il crimine rimarrà impunito e a questo contribuirà anche il fatto che, riavvicinandosi alla sua terra, Luigi dovrà fare i conti anche con quelli che sono gli usi e costumi di un luogo primitivo " (bel concetto, complimenti, saranno contenti i salentini, specie la sindaca di Lecce che detesta sentir parlare di criminalità organizzata, faide, corruzione politica, dice che si diffama la regione e i turisti si spaventano).

La locandina del film campeggia sul sito del Comune di Mesagne, dov'è ambientato il film, chi trovasse la cosa inopportuna, dato che la città non ne esce granchè bene, farebbe meglio a leggere la ricerca di Libera La criminalità organizzata nel territorio mesagnese a cura di Leo ed Aresta (ppgg 93-153).

Forse ho visto male ma mi è sembrato che i contadini intenti all'opre osservati dal compiaciuto professore stessero raccogliendo le olive, che non si può parlare di Puglia senza citare le olive ( e anche Federico II), a pasqua un po' fuori stagione, direi. 

I più bravi sono lo sperduto Briguglia e Rubini stesso, purtroppo sconciato dal trucco di scena, Gerini nei sobri panni della moglie milanese risulta imbarazzante come Solfrizzi che nelle scene di disperazione raggiunge il colmo della comicità (involontaria).

P. S. Il titolo del post è una frase che sarebbe stata pronunciata dal padre di Annamaria Franzoni, giusto per sottolineare che non è affatto detto che coprire i responsabili di delitti, anche dei peggiori, in nome dei vincoli di famiglia sia una prassi esclusiva dei sanguigni meridionali.

:::  la recensione di Oscar Iarussi su cinematografo.it

( :::   il colpevole )

 

postato da laBuba | 19:16 | commenti (13)


venerdì, febbraio 24, 2006
 

 

     in attesa di Pechino 2008  

 


                                                                                       secretchina.com

Debora Di Dio su peacereporter

(...)  Chi lavora senza sosta all’abbellimento di Pechino sono i mingong, i lavoratori che provengono dalle campagne, da min “contadino” e gong “lavoro”.

Chi sono e come vivono i mingong. Negli ultimi mesi, camminando per Pechino, ho incontrato sempre più spesso gruppi di 20-30 lavoratori dall’aspetto stanco, esausto, con sul volto i segni di un lavoro massacrante, turni di 12 ore, di giorno o notte, alle spalle e costantemente esposti al gelo invernale della città.
Proprio fuori della mia università sono stati accampati per circa tre mesi una cinquantina di lavoratori stagionali, provenienti dalle campagne e alloggiati in tende da campeggio senza nessun riscaldamento.
Di solito i lavoratori mingong non hanno accesso alla fornitura di acqua o elettricità e si devono accontentare di servizi igienici minimi e pubblici, cioè all’aperto. Cominciano il loro turno di lavoro di 12 ore verso le 5 di mattina, a pranzo mangiano una scodella di verdure, riso e pane. La loro paga giornaliera è di 20 yuan, poco più di 2 euro. Ovviamente non ricevono nessun tipo di assistenza medica o di contributo. Sono 300 milioni in tutto il paese, di cui 100 milioni circa appartengono alla cosiddetta popolazione fluttuante, che si sposta dalla campagna alla città per lavorare. Arrivano dalle zone rurali vicino Pechino portandosi dietro qualche sacco di iuta o tela, e finiscono a vivere nelle periferie della capitale di cui non sono considerati cittadini. Ai mingong non è permesso guidare un’auto in città. Ricevono assistenza medica negli ospedali della capitale solo dietro pagamento di cifre che possono equivalere a uno-due mesi di lavoro e fino a qualche anno fa non potevano neanche salire sull’autobus a causa della politica dell’hukou, il permesso di residenza di cui è dotato ogni cinese e che nonostante le lente riforme continua a essere fonte di terribili discriminazioni. (...)

continua


postato da laBuba | 17:56 | commenti (26)
 

ASIANEWS

Pechino (AsiaNews/Scmp) – In carcere per quasi 17 anni per avere lanciato uova piene di vernice contro un’effige di Mao Zedong a piazza Tiananmen durante le manifestazioni per la democrazia nell'89. E’ successo a Yu Dongyue, uscito ieri di prigione, mentre altri dissidenti del movimento rimangono ancora nei lager.

Yu, 39 anni, giornalista dell’Hunan, è stato condannato nel giugno 1989 a 20 anni di carcere – poi ridotti di 3 anni e 3 mesi - per “propaganda e incitamento controrivoluzionari”, per avere imbrattato a maggio il ritratto di Mao, insieme a 2 amici pure condannati. Lu Decheng, 43 anni, è stato condannato a 16 anni ma rilasciato nel 1998 e Yu Zhijian, 43 anni, ha ricevuto l’ergastolo ma è uscito nel 2000.

Yu Dongyue ha subito torture e ha avuto problemi mentali. "Non mi riconosce più, – racconta il fratello Yu Xiyue – quando lo chiamo ‘fratello’ non mi risponde. Dice cose incomprensibili e sorride a chiunque”. E’ importante – ha detto Yu Zhijian, prima di essere arrestato il 19 febbraio a Liuyang per avere partecipato a uno sciopero della fame contro la persecuzione di attivisti per i diritti umani – che la gente comprenda cosa sia stato il movimento del 1989 per la democrazia".

“E’ una tragedia tremenda", commenta John Kamm, direttore esecutivo della Fondazione Dui Hua, con base negli Stati Uniti. "La vita di questi 3 giovani è stata completamente rovinata”.

Secondo i dati della Fondazione, circa 70 partecipanti alle proteste del 1989 sono ancora in carcere. Ma secondo altre organizzazioni internazionali nei lager vi sono ancora migliaia di attivisti del movimento di Tiananmen. (PB)

::: Dui Hua Foundation
 

::: Writers in Prison - China

 

postato da laBuba | 07:37 | commenti (4)


giovedì, febbraio 23, 2006
 

 

COME TAGLIARE LE PIGOTTE

 

:::   L'Italia cancella i fondi all'ONU
ilmanifesto/Lettera22,
E. Giordana
 
 

postato da laBuba | 08:11 | commenti (5)


martedì, febbraio 21, 2006
 

una pena di tre anni per aver negato la Shoah  è piuttosto severa, forse troppo severa, mi sono chiesta leggendo della condanna comminata ad Irving, non è che avessi preso per sincere le recenti dichiarazioni di parziale revisone della sua tesi negazioniste ma si tratta pur sempre dell'espressione di un'opinione, anche se reiterata e per giunta in modo arrogante - si è divertito a proporre l'istituzione di un'"Associazione di superstisti di Auschwitz, superstiti dell'Olocausto e altri bugiardi".

Forse sono condizionata dalla stupidità di alcune affermazioni provocatorie come: "Hitler è il fondatore dell'Europa" oppure: "Auschwitz è una disneyland per i turisti" ma, secondo me, finché saranno vivi i superstiti, e i figli dei figli dei superstiti, negare la Shoah dovrà essere un oltraggio intollerabile, da punire con fermezza.

 

postato da laBuba | 15:18 | commenti (31)


domenica, febbraio 19, 2006
 

Das Fischeleintal

la cara esperimento mi ha chiesto di parlare di un luogo dell'anima (o dell'animo), dopo lunghi ponsamenti ho deciso che se ne ho uno questo è la Val Fiscalina, anche se attualmente, fino all'altezza di Bagni di Moso, i prati più prossimi al rio sono stati occupati -e deturpati- da parcheggi, impianti di risalita, strutture alberghiere (confesso che poche cose mi sono sembrate in vita mia più piacevoli che nuotare da sola nella piscina coperta- proprio quella che deturpa- guardando le nuvole scorrere sulla cima della Croda Rossa). Ma non è per gli ozi in piscina che la valle, bellissima anche vista dal monte Elmo, ha un posto speciale nel mio animo bensì per un’escursione, la più impegnativa ed epica mai affrontata, in buona parte sotto un temporale, e che ora mi sa che non sarei in grado di ripetere.

 

 

 

summitpost.org 

"Questa escursione permette di conoscere quasi tutte le particolarità naturalistiche e paesaggistiche del parco. Si raggiunge la Val Fiscalina, superata la sbarra ci si avvia a piedi lungo il fondovalle. Si segue inizialmente il sentiero della Val Sassovecchio per poi abbandonarlo dopo circa cento metri di dislivello e prendere quello a sinistra (n° 103) che si inerpica lungo il ripido fianco della Cima Uno, in Val Fiscalina Alta e che porta fino al Rifugio Zsigmondy-Comici. Dal rifugio si sale fino alla Forcella di Pian di Cengia e da li si segue il sentiero (salita sulla Croda Fiscalina), che porta lungo le pendici detritiche ai piedi della Croda dei Piani e del Monte Paterno (n° 101). Il sentiero dapprima scende serpeggiando, poi prosegue quasi in piano tra ammassi detritici in direzione della Forcella di Toblin. Presto si raggiunge il rifugio Locatelli da dove, passando per i due Laghi dei Piani, si riscende in Val Sassovecchio (n° 102), da cui si raggiunge nuovamente il rifugio "Al Fondo Valle" in Val Fiscalina."
 
Tempo di percorrenza: un'intera giornata
Dislivello: 980 mt
Difficoltà: media
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:::   Parco Naturale Dolomiti di Sesto
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  il palo.net    qui una bella descrizione della "passeggiata"

  

postato da laBuba | 08:58 | commenti (21)