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lunedì, ottobre 30, 2006
 

 

Domani riprende a Tripoli il processo a Valya Georgieva Chervenyashka, Snezhanka Ivanova Dimitrova, Nasya Stojcheva Nenova, Valentina Manolova Siropulo, Kristiana Malinova Valcheva, Ashraf Ahmad Jum'a,  i sei operatori sanitari accusati di aver deliberatamente infettato centinaia di bambini con HIV nel periodo in cui lavoravano all'ospedale di Bengasi;

il precedente processo, concluso con le condanne a morte è stato annullato dalla Corte Suprema, nella scorsa udienza dell'attuale dibattimento la pubblica accusa ha rinnovato la richiesta di pena capitale nonostante una commissione internazionale di esperti indipendenti - il cui rapporto non è stato  ammesso tra gli atti  processuali - abbia dimostrato che l'infezione si sviluppò prima dell'arrivo in Libia degli operatori stranieri (cinque bulgari e un palestinese), che il ceppo dell'Hiv isolato nei bambini libici è tipico dell'Africa centrale e occidentale, perciò è probabile che sia stato portato nel paese da un immigrato sieropositivo, o più probabilmente da un'immigrata sieropositiva che avrebbe partorito nell'ospedale di Bengasi e che l'espansione dell'infezione sia stata aggravata dalle carenze del sistema sanitario del Paese.
 

 

:::   nature, Declan Butler, A shocking lack of evidence

::: salviamo i sei

 

postato da laBuba | 17:48 | commenti (7)


venerdì, ottobre 27, 2006
 

una splendida notizia: Top Gear, in assoluto la mia trasmissione preferita -almeno dai tempi del Braccobaldo Show- riprenderà a gennaio, lo ha dichiarato oggi Jeremy Clarkson;
a distanza di poche settimane dal tremendo schianto nella jet-car, Richard Hammond si è quasi completamente ristabilito (a parte una lieve scheggiatura su uno dei suoi denti sbiancati), ha lasciato l'ospedale e ha già incontrato i giornalisti del mirror su cui scrive ogni settimana; dice che ricorda poco dell'incidente e dei primi giorni successivi e che giocare con i Lego ha migliorato di molto i tempi di ripresa durante il ricovero: una simile battuta, dopo il danno che ha subito al cervello per la brusca decellerazione (al momento dell'incidente pare che la Vampire andasse a 500 km/h) è proprio da lui: "Hamster" is back!

 

 ::: mirror, Richard Hammond, The day I died

postato da laBuba | 19:48 | commenti (3)


venerdì, ottobre 20, 2006
 

Come again,
Sweet love doth now invite
Thy graces that refrain
To do me due delight,
To see, to hear, to touch, to kiss, to die
With thee again in sweetest sympathy

Come again,
That I may cease to mourn
Thro' thy unkind disdain;
For now, left and forlorn,
I sit, I sigh, I weep, I faint, I die
In deadly pain and endless misery.

Gentle Love,
Draw forth thy wounding dart,
Thou canst not pierce her heart,
For I that to approve,
By sighs and tears more hot than are thy shafts,
Did tempt while she for triumph laughs.

"Come Again": alla radio cento volte al giorno l'appello della deutsche grammophon (ma quanto sono rozze le pubblicità deutsche grammophon, al limite delle tre sinfonie al prezzo di due), ad accattarsi  "Songs from the Labyrinth", l'ultima fatica di Sting;

pare che abbia addirittura preso lezioni di canto per interpretare al meglio -complice edin karamazov al liuto (guardate che espressione imbarazzata nella foto)-la musica del compositore elisabettiano John Dowland ma il modo in cui porta la voce secondo me mal si presta alla musica antica: ignora il legato, canta con la bocca larga, non ha agilità negli abbellimenti;
di certo si sarà  impegnato con serietà, com'è nel suo stile (Sting in fatto di disciplina è molto determinato, si dice che per migliorare le sue celebri doti sessuali si eserciti quotidianamente al  basso e non con i polpastrelli); 

penso di aver capito come fa a cantare con la lingua arrotolata all'indietro senza sbavare: se i cantanti di lirica mangiano l'aringa per curare la voce, Sting studia con la tempura bollente (a proposito, ho scoperto di recente che l'accento andrebbe sulla "e", essendo il nome del piatto giapponese di derivazione portoghese).

Basta immaginare di essere invitati all'ambasciata giapponese al ricevimento in onore dell'erede maschio, e, appena messo in bocca un tocchetto di tempura rovente, di scoprire che si tratta di carne di balena: che fare? mandar giù: giammai, sputare: impossibile, pena un incidente diplomatico, così per tutta la sera, tra sorrisi ed inchini di cortesia, si sarebbe costretti a fare conversazione tenendo la lingua arrotolata all'indietro senza poter pronunciare le dentali nè le labiali, nello stesso modo canta Sting dalla bocca larga;


forse sono conservatrice e non apprezzo i crossover, ma "Can she excuse my wrongs" eseguito da Sting dev'essere più o meno come "E lucean le stelle" (Tosca, Puccini) cantata da Lando Fiorini: uno strazio.

infine un consiglio per che voglia ascoltare musica britannica cantata come si deve: "Music for Voice & Guitar": Peter Pears (tenore) e Julian Bream (chitarra) eseguono Britten, Walton e Seiber (ungherese di nascita).


 

 

postato da laBuba | 18:41 | commenti (21)


mercoledì, ottobre 18, 2006
 

 


                                                                                            © The British Library Board

(...) Nullus liber homo capiatur, vel imprisonetur, aut disseisiatur, aut utlagetur, aut exuletur, aut aliquo modo destruatur, nec super cum ibimus, nec super cum mittemus, nisi per legale judicium parium suorum vel per legem terre (...)

  ::: Magna Charta Libertatum, 1215, testo originale

  ::: BBC, Bush signs US terror trial bill

 

 

 

postato da laBuba | 07:37 | commenti (9)


giovedì, ottobre 12, 2006
 

incollo pari pari dal sito operaclick questo straordinario, appassionato (e scritto benissimo) intervento del Maestro Alfonso Antoniozzi, un semplice baritono, nulla di paragonabile con quei  lungocriniti calciatori (o schermidori), paraninfi assortiti e smutandati televisivi delle cui gesta tutto il Paese è informato.

FACCIAMOCI UN GARAGE

Ma sì, ma perchè dobbiamo stare qui a perdere tempo dietro ai teatri lirici, che diciamoci la verità sono un baraccone insostenibile che ormai è imploso e che non aspetta altro che di esplodere facendo schizzare per tutta la città pezzi di corde vocali, note musicali, fogli di musica, archetti, cantinelle, praticabili e quant'altro li riempia da sempre, insieme a carte, cartacce, documenti, ritenute d'acconto, ruolini ENPALS e tutto l'ambaradan che la moderna amministrazione richiede per un efficiente funzionamento della baracca.

Ma abbiate il coraggio di dirlo che non ve ne frega niente, che saremmo molto più utili alla società dietro un bancone di supermercato o a spalare merda nelle varie Fattorie televisive o, meglio, messi a pecora sulla Salaria per cinquanta euro a botta salvo sconti a militari e appassionati, tanto anche se non lo dite appare evidente lo stesso che la volontà neanche troppo nascosta è quella di farci chiudere baracca e burattini senza che nessuno alzi un dito a Roma e, peggio, senza che nessuno si assuma la responsabilità morale e materiale di buttarci tutti in mezzo a una strada.

Coraggio, su, ditelo : della lirica non ce ne frega un beato piffero, ooooh, lo vedete che è liberatorio?


E tanto peggio se il resto del mondo parla italiano anche (direi principalmente) grazie a Verdi, Puccini e compagni, se in questo esatto momento da qualche parte del globo viene rappresentata un'opera italiana, se ogni anno migliaia di giovani di tutto il mondo si innamorano della nostra musica, e studiano la nostra lingua, e cercano di cantare all'italiana, ma chi se ne frega, ma chiudiamoli questi teatri, cazzo!

Chiudiamoli sul serio però, senza tagliare fondi con le varie finanziarie, senza questo sgocciolio di rubinetto sempre più esile, sempre più misero, che ci costringe a risparmiare settanta euro di scenografia per far quadrare il bilancio, che spinge i teatri a pagare con quaranta-sessanta giorni di ritardo, che mette tutti nella condizione non dico di fare sacrifici, sarebbe il minimo, ma di indebitarsi NOI con le banche perchè lo stato (minuscolo, minuscolo e basta) i soldi li sgancia PER QUALUNQUE ALTRA STRONZATA ma non per la lirica.


Ma chi se ne frega di questi quattro pachidermi cerebrolesi che cantano Amami Alfredo, ma chi cazzo è Alfredo poi? Che non si capiscono le trame, diciamo la verità, e meno male che ci sono i sottotitoli, ma perchè non li doppiano IN I-TA-LIA-NO 'sti cantanti, che non si capisce perchè siano tanto speciali, che mi significa cantare a voce piena QUANDO CI STA IL MICROFONO!!! Siamo nel duemilasei, ohè, sveglia!


E i coristi, e gli orchestrali, ma sarà mica un mestiere, il lavoro fa SU-DA-RE, porca miseria, mica è un divertimento, me lo dicono sempre i Carabinieri quando mi fermano per un controllo, che mestiere fa? Il cantante lirico. Vabbè, ma di mestiere!? PETTINO LE BAMBOLE ALLA FURGA, tutti i giorni dalle otto alle sei, perchè, che vi credete che escono pettinate da sole dalle macchine, no no, LE PETTINO IO, tutte io, va bene?


Chiudiamo i teatri, chiudiamoli, abbiate pietà di noi, non manteneteci nell'illusione che gliene freghi ancora qualcosa a qualcuno, di star facendo qualcosa di buono, di essere capaci di toccare l'anima di chi ascolta, ma quale anima, l'anima LA TOCCA IL PAPA anche se quando parla sembra una delle Gemelle Kessler (quella più cattiva) chiudiamoli 'sti teatri, in fondo noi possiamo sempre provare ad aprire un bar, una tabaccheria, un tappeto su ponte santangelo, e coi teatri facciamoci UN BEL GARAGE, che di questo hanno bisogno le città, altro che di musica e di cultura, la musica la fa Povia coi piccioni, la cultura Marzullo, non scherziamo, altro che zumpappà, e annamo, su!


FACCIAMOCI UN GARAGE multipiano, uno per città, che meraviglia, finalmente i centri storici decongestionati dalle auto, finalmente i diciasette piani di torre del Carlo Felice di Genova saranno utili alla comunità, tutti potranno entrare alla Scala (e in macchina!!!), il Petruzzelli lo ritirano su in una notte e forse allora a Piacenza sapranno dove cazzo è il Teatro Comunale visto che venti persone cui l'ho chiesto mi hanno risposto boh e lo sapeva solo un ecuadoregno di passaggio (il che rafforza la mia fede: la salvezza verrà dall'immigrazione!)


FACCIAMOCI UN GARAGE!

Noi ex lavoratori dello spettacolo lirico chiediamo solo, in cambio, un'agevolazione sui prezzi del mensile per parcheggiare il nostro furgone della porchetta in un posto che,in fondo, era casa nostra.

.

::: Alfonso Antoniozzi

 

 .

 

 

postato da laBuba | 19:12 | commenti (15)


mercoledì, ottobre 11, 2006
 

ieri sera ho guardato un pezzo de Le Iene, divertente e interessante (e poi la ragazza che conduce è simpatica nonché radiosa), peccato che di solito il martedì ci sia ballarò; su quasi tutte le altre reti del resto si discuteva proprio dell'opportunità che venisse trasmesso da italia1  il servizio realizzato sottoponendo - a loro insaputa - una cinquantina di deputati al test sull'uso di stupefacenti, secondo me raccogliere informazioni delicate senza il consenso degli interessati è assolutamente scorretto e non c'è rassicurazione circa il rispetto della riservatezza che tenga, quindi bene ha fatto il garante della privacy a bloccare il servizio. 

di gran lunga più imbarazzante è stato però vedere una serie di deputati, adulti, in alcuni casi attempati, tutti egualmente lusingati di andare alla tivi, farfugliare a caso in risposta a domande molto semplici su argomenti che sono sui giornali quasi tutti i giorni e, nel caso del Darfur, mai abbastanza; non che abbia l'aspettativa - piuttosto puerile - che i parlamentari siano onniscienti ma vi assicuro che le domande erano elementari, addirittura c'è stato chi ha fatto confusione, a proposito di Nelson Mandela, tra la Repubblica Sudafricana e il continente sudamericano in blocco.

sconcertante in particolare la performance di Giuseppe Fini, un elegante deputato del gruppo di Forza Italia, molto concentrato - occorre riconoscere - sul Polesine, come si vede dal suo sito: http://www.giuseppefini.it/GF/ (dove si può inoltre ammirare una sua chiccosissima cravatta color nespola);
più volte sollecitato a commentare il titolo di questo articolo del Corriere sul Darfur ha bisbigliato qualcosa sulla moda italiana... che occorre mantenere il nostro stile di vita, senza correre...senza fretta. mah.

 

 

postato da laBuba | 07:40 | commenti (8)