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martedì, novembre 28, 2006
segnalazione de paura
la puntata di questa sera di milonga station è dedicata alla parola male, Lucarelli racconterà "Lo strano caso del Dottor Jekyll e Mr Hyde" di Stevenson, un autentico libro de paura ma non è detto che -data l'ora tarda in cui va in onda - riesca a vedere la trasmissione fino in fondo.
in occasione della prima puntata, dedicata alla parola eroe e a "Il vecchio e il mare di Hemingway", Lucarelli era stato ospite dell'ottimo Marino Sinibaldi, in una email letta in studio ho scritto che a un certo punto il vecchio Santiago era stato ammazzato e fatto a pezzi ma che forse l'avevo solo sognato mentre Lucarelli nella sua maniera darkeggiante raccontava il libro sulle immagini montate di Spencer Tracy che lottava contro l'enorme marlin sotto un cielo dipinto. Lucarelli è stato allo scherzo ed io mi sono molto divertita.
venerdì, novembre 24, 2006
mentre ieri il senato pakistano approvava in via definitiva la riforma del reato di stupro, sino ad oggi considerato "fornicazione" quindi -essendo irrilevanti le dichiarazioni della vittima, considerata colpevole di adulterio - punita con frustate e lapidazione , a meno che quattro maschi buoni musulmani non testimoniassero l'avvenuta violenza, curiosamente i senatori membri della Muttahida Majlis-i-Amal (alleanza di partiti islamici, all'opposizione) urlavano: «America ka jo yar hai, ghaddar hai, ghaddar hai » (gli amici degli americani sono traditori).
non è dato sapere cosa diamine c'entri.
prima di entusiasmarsi per lo spirito liberale del dittatore musharaf, ricordo che secondo la sua opinione, riportata dal washington post, accusare di stupro sarebbe per le donne un'occasione per far soldi ed ottenere il visto per paesi esteri.
mercoledì, novembre 22, 2006

in mancanza di argomenti più seri, l'osservatore romano l'ha buttata sulla qualità artistica, al critico del giornale della curia non dev'essere piaciuto il telefilm trasmesso da raiuno sulla storia di due ragazze sposate tra di loro in spagna: l'ha definito un polpettone popolare (o qualcosa di simile); ora, a parte che tutti gli sceneggiati di raiuno sarebbero definibili polpettoni, specie quelli - e sono tantissimi - dedicati alle vite di santi e di preti, come mai tanta severità?
di solito non leggo recensioni televisive , men che meno quelle dell'osservatore romano anche perché ho paura che grazie alla loro speciale lungimiranza gli osservatori romani raccontino i finali in anticipo, però adesso mi chiedo se sono sempre altrettanto esigenti: ad esempio, alla stessa ora di lunedì sera su una rete del venerabile prodigo, è andato un film "comico" (pecoreccio) sul dramma sociale della bigamia e da quel che ho visto non mi pare che un tema così delicato sia stato affrontato con la dovuta attenzione per la sensibilità degli spettatori minori.
nichi vendola, gay, comunista e cattolico, presidente della giunta regionale pugliese, ha sponsorizzato con entusiasmo il telefilm girato nella sua regione: "la puglia come laboratorio sociale"; mah, proprio nelle stesse ore a bari un ragazzo veniva picchiato perché omosessuale;
sembra che la trasmissione sia stata addirittura preceduta da un annuncio che metteva in guardia dalle possibili ripercussioni sulla fragile psiche degli spettatori, come se questa non fosse già stata forgiata da decenni di brutti film, dibattiti domenicali, portaapporta, quiz e indovinelli, fagioli e canzonette, oroscopi e fattucchiere, reality e amici di maria, sceneggiati e telenovelas.
povero lino banfi, tutta un'onorata carriera spesa a fare il buffone (in senso artistico) e a sbavare dietro alla fenech (sempre in senso artistico) per vedersi alla fine trattare -proprio lui, apertamente destrorso - come un vecchio sporcaccione zapateriano.
la cosa più comica di tutta la faccenda è stata la dichiarazione di paola binetti della margherita che ha detto che il telefilm sul matrimonio di due lesbiche era inopportuno in quanto "il tema è controverso e poi non è nel programma di governo" (!), e quindi niente cartoni animati in tv perché topolino non è nel programma dell'unione.
al contrario di binetti che non l'ha neanche guardato, io ho resistito un paio di minuti ché mi incuriosiva la storia della pugliesità, e in effetti c'erano una vecchia casa di campagna, una fiat scasciona amaranto e una zia frustrata e petulante, m'è parso in onesto stile raiuno, nulla di speciale, dialoghi prevedibili, attori non particolarmente espressivi, tuttavia il telefilm potrebbe aver costituito per le persone che per conformismo sociale e religioso sono ancora diffidenti se non ostili verso l'amore omosessuale, un'occasione per riflettere o per emozionarsi, il che per un paese bigotto e ipocrita come il nostro è senz'altro un merito.
venerdì, novembre 17, 2006
per la serie: come ci fotte il tempo, ho qualche volta alluso, grazie all'anonimato del blog, alla non eccellente reputazione e alla ancor meno eccellente preparazione culturale del senatore di forza italia eletto nel mio collegio, forse sono stata ingenerosa verso di lui ma sapete com'è, preferirei che a posare il sedere su quegli antichi scranni fossero persone autorevoli, ovvero particolarmente intelligenti, oneste, capaci, colte e soprattutto libere nel giudizio e nell'azione.
non avrei mai pensato che gaetano quagliariello, autore di numerosi saggi tra cui "la sconfitta del moderno principe. la partitocrazia in italia" potesse arrivare a tanta vastasaria, questa autentica porcata istituzionale - ammesso che l'agenzia abbia riportato correttamente i fatti e i responsabili della cagnara - dimostra che non bastano buoni studi e buone frequentazioni, se poi si finisce con l'insultare i senatori a vita mentre e perché esercitano il proprio ruolo costituzionale.
mercoledì, novembre 15, 2006

sul sito answersingenesis.org si grida al pericolo: alcuni depravati seguaci di darwin starebbero utilizzando fondi pubblici per indottrinare i bimbi cristiani con le infami teorie evoluzioniste.
quegli illuministi e sansdieu europei, specie i debosciati giornalisti del guardian, hanno osato prendersi gioco del costruendo museo della creazione solo perché i curatori scientifici del museo starebbero disponendo negli stessi diorama delle raffigurazioni di umani e di dinosauri, che come è a tutti noto, hanno effettivamente convissuto sul pianeta terra circa seimila anni fa, plasmati con l'argilla dalle mani divine direttamente nel neolitico, ovvero all'inizio dell'universo.
questa particolare rappresentazione della storia della vita, aderente al racconto biblico della genesi non è però limitata ai cristiani rinati, da sondaggi condotti tra studenti universitari di religione ebraica ortodossa e tra musulmani britannici risulta che solo una minoranza ritiene corretta e scientificamente provata la teoria evoluzionista;
guardo immagini di oranghi, la luce nei loro occhi e penso al vescovo di pamplona che tanto si indignò la scorsa primavera per la proposta di riconoscere maggiori diritti agli altri primati.
::: guardian, stephen bates, so what's with all the dinosaurs?

martedì, novembre 14, 2006
la giustizia sociale nella Cina comunista
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Guangan (AsiaNews /Agenzie) – La polizia della provincia centrale del Sichuan si è scontrata ieri con circa 2mila persone che manifestavano contro un ospedale di Guangan, colpevole di aver lasciato morire un bambino perché la sua famiglia non poteva pagarne il ricovero. Gli scontri si sarebbero conclusi con 3 morti, non confermati da fonti ufficiali: le autorità sono state costrette ad aprire un’inchiesta sulla vicenda.
Secondo alcune fonti locali, l’8 novembre scorso Xiong Honghiu, 4 anni, è stato portato d’urgenza all’ospedale del popolo n° 2 di Guangan dopo aver ingerito per errore del pesticida. Il nonno, Xiong Zeron, accusa l’ospedale di non aver praticato la lavanda gastrica al nipote perché i suoi familiari non avevano i soldi necessari al ricovero, circa 70 euro. Le promesse di restituire in un secondo momento la cifra dovuta non hanno sortito alcun effetto: il bambino è morto due ore dopo l’ingresso in ospedale.
La famiglia ha chiesto un rimborso all’ospedale, che ha acconsentito a pagare loro 500 yuan (circa 50 euro). I famigliari si sono recati quindi al municipio locale per presentare una denuncia, ma sono stati malmenati dalle guardie di sicurezza. Un gruppo di studenti di un liceo locale è intervenuto per aiutarli ed ha deciso di seguirli in ospedale per protestare insieme a loro.
Molti altri abitanti si sono uniti alla protesta, quando gli studenti hanno spiegato cosa era successo: la violenza è nata con l’arrivo della polizia, che ha cercato di sgombrare i manifestanti con dei lacrimogeni. Negli scontri sarebbero morte 3 persone, fra cui un ufficiale di polizia, e si sarebbero conclusi con 20 arresti.
Le autorità locali confermano l’avvenuta protesta ma non forniscono ulteriori dettagli.
Questo è l’ultimo di una lunga serie di incidenti collegati alla sanità pubblica cinese. Negli ultimi mesi, denunciano attivisti per i diritti civili, i governi locali di tutto il Paese hanno cercato di coprire con il silenzio moltissimi episodi di malasanità e le proteste a questi collegate.
Secondo Gao Qiang, ministro della Sanità, il problema nasce dai fondi statali destinati all’assistenza medica. Le spese per la sanità sono passate infatti dal 6% del bilancio negli anni '80 e '90 al 4% del 2002, pari a 120 miliardi di yuan per il 2006 [poco più di 9 euro all’anno per persona].
La mancanza di fondi costringe gli ospedali e i centri medici a far pagare i servizi agli ammalati per coprire le spese ed a vendere i medicinali per 10 volte il loro prezzo effettivo. Il ministro riconosce che il problema riguarda soprattutto le zone rurali, dove vive la maggior parte degli 1,3 miliardi di cinesi ma alle quali è destinato solo il 20% delle risorse.
Le più avanzate attrezzature scientifiche e le migliori risorse umane sono concentrare negli ospedali delle grandi città. Lo stesso, nel 2005 l'assistenza medica è stata assicurata a non più di 200 milioni di residenti urbani.
Han Jun, direttore dell’Istituto per lo sviluppo rurale del Centro ricerche e sviluppo del Consiglio di Stato, sottolinea però che il problema più grave è nelle campagne.“L’83% dei contadini – dice - non si può curare in ospedale proprio perché non può pagarne le spese”.
Secondo uno studio svolto nel 2003, che ha interpellato oltre mille contadini in 118 villaggi sparsi in 25 province, essi comprano da soli le medicine per le malattie meno gravi, ma il 20% non ha mai preso farmaci. Negli ultimi 3 anni l’82% dei contadini deceduti è morto in casa, senza poter andare in ospedale.

::: peacereporter, Cina, un villaggio contro l'espropriazione delle terre
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