
knut, salvo ma prigioniero
non con le mie tasse
in attesa che il quartetto elabori un ulteriore escamotage per continuare a foraggiare l'autorità nazionale palestinese, qui , a pagina 12 del rapporto "from nationalist battle to religious conflict" pubblicato oggi dal palestinian media watch, si può dare un'occhiata alle cartine geografiche contenute nei nuovi libri per le scuole superiori adottati a fine 2006 in palestina: ancora una volta lo stato di israele non è raffigurato, come non esistesse ma in compenso è citato nei seguenti termini: "palestine's war [in 1948] ended with a catastrophe unprecedented in history, when the zionist gangs stole palestine and expelled its people from their cities, their villages, their lands and their houses, and established the state of israel."
ispirato dalla sorprendente immagine di due scheletri rinvenuti abbracciati in una sepoltura del neolitico dalle parti di mantova, maurizio cecchetti, sull'avvenire di oggi, ha raggiunto vette di lirismo vertiginose, forse mai raggiunte prima: C'è un'immagine che richiami, più di questa coppia mantovana, il vincolo sponsale dell'unione tra un uomo e una donna? La sua originarietà "preistorica"? Guardando quei due scheletri avvinti come se la passione non potesse estinguersi, tornano alla mente le parole adamitiche che, rivolte alla donna, affermano: "osso delle mie ossa"».
cecchetti è spinto da sincera commozione ma appare cauto, da un lato si emoziona per l'abbraccio "appassionato", dall'altro non dimentica la funzione sociale e materiale della famiglia: la cura domestica, la riproduzione; in ogni caso per lui questa coppia rappresenta un'unione, una famiglia, anche se "di fatto" - date le circostanze.
sullo stesso sito, l'archeologo emmanuel anati ammonisce:«Non esiste in nessuna epoca e in nessuna civiltà passata il concetto di "matrimonio civile": i più diversi rituali per unirsi, dalla preistoria ad oggi, erano sempre stati religiosi. Sarebbe stato inconcepibile il contrario. Il matrimonio è nato come sacralizzazione dell'unione tra due persone. Rigorosamente di sesso diverso».
e se dall'esame dei dna venisse fuori che i cosiddetti "amanti di mantova" sono dello stesso sesso?

p.s. piccola osservazione azzardata: a parte il caso poco probabile di commorienza dei due innamorati, se si fosse in presenza del sacrificio del superstite, che nei secoli successivi sarà sempre la donna, questa immagine da molti ritenuta "romantica" assumerebbe un significato completamente diverso.

::: qui una serie di bellissime foto di yunghi kim sulle comfort women
il tennosei fashizumu evidentemente non ha esaurito il suo corso in giappone, tutt'altro: nariaki nakayama, ex ministro dell'istruzione, è impegnato con i suoi colleghi di partito nella campagna diretta ad eliminare dai libri scolastici qualsiasi riferimento alle ianfu, le circa 200000 donne di diversi paesi asiatici che negli anni '30 e '40 furono rapite o costrette a seguire come schiave sessuali l'esercito imperiale giapponese.
secondo gli esponenti del partito liberale democratico, campioni mondiali di negazionismo, si trattò quindi dell'esercizio di una professione, di uno dei tanti servizi resi normalmente ai militari, una banale questione di salmerie.
già che c'era, l'ex ministro fascistoide ha sostenuto che la strage di nanchino è una montatura. la prossima mossa probabilmente sarà sostenere che a pearl harbor le navi usa si autoaffondarono.
::: terrelibere.org alessia mazzoni
le comfort women dell'esercito imperiale giapponese:una questione irrisolta
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::: a girl like me
Una ragazza come me. Nel presentare il video dal titolo “Una ragazza come me” Kiri Davis ha spiegato di aver privilegiato tale argomento per esplorare quali fossero gli standard di bellezza imposti alle ragazze nere di oggi. “Volevo fare un film per capire dove io e le mie amiche stavamo andando”, ha detto. Nel corto di sette minuti, la Davis ha chiesto a una ragazza afro americana di mostrarle quale bambola preferiva. La ragazzina immediatamente ha scelto la bianca. Sollecitata a indicare la bambola “cattiva”, ha indicato la nera. Infine alla domanda di quale bambola le assomigliasse di più, la ragazzina dapprima ha toccato la bambola bianca poi, pur esitando, ha spinto avanti la nera. Kiri Davis, un’afro americana di pelle scura e dai lineamenti regolari, ha girato il film dopo che a lei e a altre 13 coetanee era stato chiesto di realizzare un breve documentario sulle loro vite. I risultati della giovane regista hanno lasciato senza parole il pubblico ai film festival di tutto il paese e hanno alimentato un acceso dibattito sulle odierne relazioni razziali. La pellicola racconta quanta poca strada è stata compiuta nelle relazioni tra le due razze dagli anni ’40.
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